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L’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) Sezione di Cattolica-Valconca (RN) organizza annualmente il Premio Arti Espressive “Mario Castelvetro” rivolto agli studenti delle Classi quinte delle Scuole elementari e delle Classi prime, seconde e terze medie delle Scuole secondarie attive sul territorio romagnolo e marchigiano, statali e parificate.
Il Premio è intitolato alla figura di Mario Castelvetro (1921/2007), insegnante, partigiano, politico.
Esso nasce e si sviluppa per essere uno strumento extra-scolastico integrativo nell’insegnamento didattico, con l’obbiettivo di stimolare e motivare lo svolgimento di un percorso di approfondimento storico e di educazione civica sui temi della democrazia, della solidarietà, della conoscenza critica in tutti i suoi aspetti, dei principi civici ed etici della società italiana, con particolare riferimento ai temi legati alla Resistenza ed alla Costituzione Italiana: il tutto interpretato attraverso i mezzi dell’espressione artistica.
A questi significati ed obiettivi, l’esperienza svolta dal Premio aggiunge un’occasione straordinaria di scoperta di sé, di sperimentazione delle proprie capacità di autonomia, di esperienza di un tempo globale e continuo di vita associata.
La partecipazione al Premio ha previsto sinora la produzione con tecniche libere di un’opera creativa letteraria, grafica o multimediale avente a soggetto un tema indicato dal Comitato organizzatore: il tema su cui verte il premio viene indicato ogni anno su indicazione del Comitato Direttivo A.N.P.I. di Cattolica e su suggerimento delle Scuole di riferimento.
Tra tutti i lavori pervenuti sono selezionate tre opere da parte di un Giuria specializzata – cui si aggiunge un Premio Speciale – che vengono premiate in occasione delle celebrazioni della festa della Liberazione (25 aprile) ed esposte pubblicamente unitamente alle altre partecipanti.
 

TEMA della 10ª edizione (2017)

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Durante la ultima guerra, proprio mentre l’Europa era in fiamme, ci fu chi immaginó – in maniera visionaria – un futuro popolato da uomini liberi ed uniti, lontani da ogni volontà di dominio e di sopraffazione.
 
«La civiltà moderna ha posto come proprio fondamento il principio della libertà, secondo il quale l’uomo non deve essere un mero strumento altrui, ma un autonomo centro di vita. […] quando, superando l’orizzonte del vecchio continente, si abbracci in una visione di insieme tutti i popoli che costituiscono l’umanità, bisogna pur riconoscere che la federazione europea è l’unica garanzia concepibile che i rapporti con i popoli asiatici e americani possano svolgersi su una base di pacifica cooperazione, in attesa di un più lontano avvenire, in cui diventi possibile l’unità politica dell’intero globo. […] La via da percorrere non è facile né sicura, ma deve essere percorsa e lo sarà.»
(A. Spinelli – E. Rossi – U. Hirschmann, “Manifesto di Ventotene”, 1942)
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