Il 21 ottobre 2009 si è spento Vittorio Vitali.
Nato nel 1926, di origine marchigiana, non ancora maggiorenne entrava a far parte della 5ª Brigata GAP Garibaldi “Pesaro, da oltre 20 anni ricopriva l’incarico di presidente dell’ANPI, prima nel Comitato comunale di Rimini e poi in quello provinciale..
Al suo funerale Daniele Susini, giovane segretario provinciale dell’ANPI, leggeva commosso questa dedica a nome di tutti “i tuoi ragazzi”.

Un discorso breve e semplice, come avrebbe voluto Vittorio, perché come ci ripeteva sempre “sennò la gente si annoia”.

Non è facile esprimere i nostri sentimenti ed essere qui oggi per questa triste occasione, ma vogliamo esserci ed è doveroso anche solo minimamente sdebitarci con chi ci ha dato tanto, perché Vittorio è colui che ha voluto che l’ANPI a Rimini avesse nuove gambe.
Io per primo e tutti i giovani antifascisti presenti a questo funerale dobbiamo la nostra presenza all’interno dell’ANPI a Vittorio Vitali, è stato lui prima di tanti altri anche a livello nazionale a comprendere che l’ANPI non poteva finire con la morte dei Partigiani per questo si è prodigato ad aprirci la strada all’interno dell’associazione, ci ha dato la guida, ci ha dato il sostegno e l’entusiasmo per impegnarci nell’ANPI.

Per noi antifascisti quando muore un nostro partigiano e come se morisse un padre o un nonno perché queste persone hanno in loro dei valori ed un altezza morale che ci ha fanno sentire accolti come in una grande famiglia.
Le persone come Vittorio provengono da un altro tempo, un tempo diverso da quello di oggi, fatto di lotte e di valori, tante volte me lo ricordava che lui aveva attraversato tutto il secolo scorso, lo diceva con orgoglio davanti ai ragazzi delle scuole, impegno che considerava centrale non solo per l’ANPI ma soprattutto per sè stesso.

Per questo vogliamo raccogliere fin da subito l’eredità del nostro caro Vittorio, questo è quello che avrebbe voluto, che non ci perdessimo d’animo e continuassimo a combattere la sua lotta, ovvero far prevalere quei principi che l’hanno formato durante la guerra di Liberazione e che fino ad oggi l’hanno spronato ad andare avanti.

Esprimiamo tutta la nostro dolore alla famiglia a cui ci sentiamo molto vicini, li ringraziamo per la disponibilità che hanno avuto nei confronti dell’ANPI e gli diciamo che per noi Vittorio nel suo esempio sarà sempre vivo.

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