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Sono nato quando imperversava il fascismo violento: cresciuto, educato acculturato fascisticamente; poi le guerre fasciste (l’Etiopia, la Spagna), le leggi razziali, la guerra lampo del 10 giugno 1940 – sei mesi, a Natale tutti a casa! mille morti per il diritto alla spartizione del potere da vincitori con i nazisti in Europa e nel mondo.
Poi, una serie di sconfitte, stragi e crimini, e il ritorno a casa dopo cinque anni.
Noi siamo la storia del periodo più infame del ventesimo secolo: infamie e orrori che sono emersi solo dopo lo sfacelo del fascismo armato dopo il 25 luglio del ‘43 e l’abbandono di un governo imbelle seppur legittimo dell’8 settembre. Tutti a casa… ma come, ma dove? Solo la fortuna mi ha permesso di evitare i campi di concentramento ma c’é stata anche la decisione di diventare “bandito” ribelle partigiano, di fare la guerra contro chi voleva che continuassi la guerra.
In quel periodo drammatico nella lotta contro una dittatura spietata sono maturati quei valori di libertà, di giustizia sociale, di democrazia e di solidarietà. Sconfitto il nazifascismo militarmente, dopo 60 anni dobbiamo constatare che un nuovo fascismo strisciante, ambiguo ma non meno pericoloso e arrogante di quello violento e bellicoso sta smantellando la memoria storica con un revisionismo fatto di fascismo edulcorato dove emerge un Mussolini buon padre di famiglia che con dolore condanna alla fucilazione i suoi avversari, ridotto contro la sua volontà a costituire un governo al servizio dell’invasore, perfino intenzionato a riaffermare – impotente – i valori del socialismo, precursore sostanzialmente di questa destra che invece del manganello si prefigge di conseguire gli stessi obbiettivi della cosiddetta Era fascista smantellando foglia per foglia gli strumenti del potere democratico, come il bruco che lentamente ma inesorabilmente distrugge la foglia e toglie linfa alla pianta .
Soffocata la memoria della Resistenza diventa un gioco cancellare la Carta costituzionale e – perché no? – la democrazia e la libertà. Via per ora le insegne stradali, via le onoranze, via anche la verità e l’interpretazione della verità storica nei testi di scuola, avanti le foibe che ad ogni verifica pseudostorica moltiplica le vittime di quella brutta pagina intrisa di odi, vendette, scontri etnici e ideologie estremiste: da 2.000 a 5-10 mila fino a decine di migliaia; una storia fatta di partigiani e banditi responsabili di essere stati causa prima delle stragi nazifasciste per gli attacchi a reparti e colonne nazifasciste che operavano rastrellamenti indiscriminati mentre indietreggiavano sotto l’avanzare degli alleati.
L’ “armadio dalla vergogna” con i numerosi fascicoli delle infinite infamie dei nazifascisti, impotenti a sconfiggere un esercito di volontari che con il consenso e il concorso ed il sacrificio della maggioranza delle popolazioni lottavano per la pace e la libertà, é ancora mezzo aperto e mezzo chiuso. Ancora si rimanda l’approvazione della legge per le celebrazioni del 60° e si stravolgono i valori con la proposta di riconoscimento militare dei militanti nelle famigerate Brigate nere della Repubblica di Salò.
La quercia costituzionale é salda ma occorre disinfestarla, i sinceri democratici hanno un’arma potente per dissolvere i bruchi che la infestano: quella del voto; la strada da percorrere é quella dell’unità di tutte le forze ed espressioni di sinistra e centrosinistra per sconfiggere la destra. Allora la scelta era antifascismo contro nazifascismo, due valori totalmente contrapposti
Le differenze di carattere politico e ideologico dovevano essere rinviate ad un dopo con il consenso popolare e con l’instaurazione di uno stato democratico.
Partiti, organizzazioni, associazioni culturali sociali e sindacali che si riconoscono nei valori dell’antifascismo devono percorrere fino in fondo la strada dell’unità nella diversità, la sola via per mandare a casa gli attuali governanti.
L’ANPI da tempo rivolge appelli e certamente ha contribuito a conseguire quei risultati là dove si é trovata la strada dell’unità. Ma l’ANPI chiede ai giovani di aderire, di organizzare punti di riferimento nel territorio e nei vari Comuni per iniziative in grado di sensibilizzare scuola e popolazione sulle ragioni delle nostre scelte. Come fatto promozionale per incontri unitari ritengo essenziale che i dirigenti della componente politica più qualificata sotto il profilo organizzativo, i DS, siano per primi gli iniziatori della nascita in ogni Comune della ANPI, che nel nostro territorio finora ha conseguito interessanti risultati negli incontri con le scuole e con il contributo degli Enti locali (cito Cattolica, San Clemente e Misano). E’ per questi motivi, approfittando di questo incontro, che invito in particolare i compagni amministratori a promuovere con la massima urgenza incontri per la costituzione unitaria del comitato celebrativo del 60° anniversario della Liberazione.

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Questo blog è dedicato a Mario Castelvetro, un Italiano che dal 2007 non è più tra noi.
Un luogo immateriale in cui verranno ospitati documenti politici e non, suoi o su di lui e comunque legati al mondo materiale e ideale di un uomo che deve la sua formazione etica e politica alla scuola di lotta e di democrazia della 28a Brigata Garibaldi, comandata dall'amatissimo Arrigo Boldrini.
L'ordine cronologico rispetterà le date di creazione dei testi.
Un "Memory Blog" su e per Mario, dunque, ma anche un contenitore dinamico di informazioni su fatti, luoghi, personaggi (ancora) contemporanei.
Cercando di essere fedeli a quei valori che ha saputo trasmettere di umanità, giustizia, senso del dovere, onestà materiale ed intellettuale, senza ambizioni che non fossero quelle di essere utile ai suoi simili - nel senso comunista del termine.

A cura di Maurizio Castelvetro


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