Primogenito di tre fratelli, nasce nel 1921 a San Zaccaria (RA) e vive l’infanzia e l’adolescenza a Castiglione di Ravenna, aiutando il padre mezzadro nella vita dei campi.
Si diploma a Forlimpopoli alla fine degli anni ’30 presso lo stesso Istituto magistrale in cui aveva studiato Mussolini.
Durante il servizio militare consegue nell’agosto 1943 il brevetto di volo come pilota di caccia su velivolo FIAT C.R.42 (Falco) con il grado di Tenente.

Mario è il 5° personaggio in piedi da destra, con il fazzoletto al colloate

Partigiani della 28a Brigata Garibaldi e civili nel Ravennate: Mario è il 5° personaggio in piedi da destra, con il fazzoletto al collo

Dopo lo sbandamento del suo reparto avvenuto a seguito dell’armistizio, l’8 settembre 1943, rifiutando di rispondere al bandl di arruolamento della neonata R.S.I. fascista, entra nella clandestinità: in questo periodo ha inizio la sua formazione politica, che lo spinge nel maggio 1944 ad aderire con alcuni amici alla lotta partigiana, entrando a far parte  della 28° Brigata GaribaldiMario Gordini” – Distaccamento “Settimio Garavini” – comandata da Alberto Bardi (il cui nome di battaglia era… Falco!) , operativa nell’area ravennate; nella medesima Brigata, ricostituita al comando dell’amatissimo Arrigo Boldrini “Bulow”, assumerà agli inizi del 1945 il ruolo di vicecomandante della 9a Compagnia.
Nel primo dopoguerra sarà responsabile della Commissione alloggi a Ravenna, e nominato membro della giuria popolare in numerosi processi a carico di brigatisti neri istituiti dalla Corte di Assise straordinaria.
Iscrittosi al Partito Comunista, inizia in quegli anni una militanza attiva che non abbandonerà mai.

Vinto un concorso da insegnante elementare, le sue prime esperienze come prendono avvio nel Veneto – in una realtà poverissima che lo vede impegnato socialmente in prima persona – ritornando in Romagna, prima a Meleto e poi Serbadone – ove conoscerà e sposerà Bianca Mancini da cui avrà tre figli – ed infine, nella metà degli anni ’50, a Cattolica, ove si stabilisce definitivamente.
Nel 1960 ricopre il ruolo di Assessore alla Pubblica Istruzione.
Sindaco di Cattolica dal 1965 al 1970, durante gli anni del suo mandato vengono avviate importanti opere di adeguamento infrastrutturale all’esplosione delle esigenze primarie legate al boom economico, nel settore educativo (asili, scuole, biblioteca, ecc.), impiantistico (strade, fognature, acquedotto, diga sul Conca) ed ambientale (scogliere, depurazione delle acque, gestione rifiuti).
Diviene direttore del Consorzio Acquedotti e del Consorzio Smaltimento Rifiuti.
Continuerà negli anni ’70 ed ’80 ad operare per più legislature come Consigliere facendo anche parte della Giunta comunale di Cattolica, terminando i suoi incarichi pubblici nel 1985 con il ruolo di Assessore all’Urbanistica.
Cessata nel 1990 l’attività politica all’interno dell’Amministrazione comunale, seguirà da semplice iscritto al PCI l’evoluzione del suo partito in PDS prima e DS poi.
A partire dal pensionamento si dedicherà con sempre maggiore intensità in qualità di vicepresidente dell’ANPI provinciale (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) all’attività educativa e di testimonianza presso le scuole elementari e medie, organizzando lezioni di storia vissuta, viaggi nei luoghi significativi degli eccidi nazifascisti, conferenze ed eventi in occasione del 2 giugno, della giornata della Memoria e del 25 aprile (come la suggestiva aquilonata sulla spiaggia di Cattolica), raccogliendo testimonianze dirette ed indirette sulla Resistenza nella zona della Valconca, sempre operando per una cultura della Pace e della Vita.

Dopo un coma di tre settimane a seguito di un grave infarto, muore l’11 settembre 2007.